Buona sera, da un anno che si è presentato un dolore alle gambe, in particolare la gamba dx, da 6 mesi che il dolore è diventato in alcuni casi insopportabile, quest’estate non potevo stare seduto sulla sabbia calda o nella macchina dopo averla lasciata al sole, mi si irradiava il dolore dal fondo schiena fino alle dita centrali del piede dx, idem se faccio lunghe passeggiate o staziono troppo tempo in piedi. Ho incominciato facendo un elettromiografia dove mi hanno scritto: lo studio neurofisiologico documenta l'esistenza di una cronica e discreta sofferenza della radice L5 ed S1 di ambo i lati. Allo stato attuale, nel correlato miotomo: -non segni di degenerazione assonale in atto -modesto depauperamento di UM sotto controllo volontario - discreto rimodellamento delle stesse per fenomeni di tipo reinnervativo. A seguire ho effettuato una risonanza dove il referto dice: Ad L3-L4, bulging discale posteriore con segni di osteocondrosi tipo I di Modic a carico delle limitanti contrapposte. In sede sacrale, in corrispondenza del culdisacco durale, è presente a livello S2 una una cisti radicolare di Tarlov tipo I (20x13·mm. ca.), a contenuto liquorale. Caudalmente ad essa (S2-S3), presenza di verosimile cisti extradurale meningea con fibre nervose radicolari (tipo II di Tarlov) a configurazione allungata (28x22 mm.), con segnale intermedio tenuemente ed omogeneamente accentuat dal mdc.(contenuto misto: CF5 e radici), i cui profili superiore ed inferiore appaiono concavi. Essa determina lieve rimodellamento delle pareti del canale sacrale, senza segni di erosione ossea. Da cosa dipende il dolore?
La EMG descrive la presenza di una sofferenza bilaterale delle radici L5 e S1. La RMN ha rilevato, a leggere il referto, una protrusione discale L3-L4. Le cisti di Tarlov, che sono raramente sintomatiche, sono al di sotto del livello dei disturbi da Lei lamentati, che appaiono quindi indipendenti da esse. Non ho nessun elemento per decidere a distanza qual è la causa dei dolori, e del resto è comunque vietato dalla Legge e dal Codice Deontologico fare diagnosi senza avere visitato il paziente. Le ricordo che la RMN non ha nessun significato clinico da sé sola ma acquista rilievo solo quando va a completare la visita specialistica integrandosi con quanto emerso dall'esame clinico Mostri quindi le immagini della RMN al medico che dopo averla visitata ha ritenuto opportuno prescrivere questo accertamento perché completi con esse la visita e decida il da farsi. Se è stato il suo medico curante questi deciderà se farsi carico egli stesso di diagnosi e terapia o se inviarLa a visita specialistica ortopedica. Di più non riesco a dire.
Cordiali saluti