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    LA RMN NON SERVE A NIENTE SENZA LA VISITA SPECIALISTICA

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    ERNIA DEL DISCO

    Intervista alla Radio  del 20/2/2014

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    DOLORE, NON TI SOPPORTO PIU'!

    Lo dice la Legge 38/2010

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LA RMN NON SERVE A NULLA SENZA LA VISITA DELLO SPECIALISTA   

 

PREMESSA: per semplificare il concetto qui mi riferisco alla RMN della colonna vertebrale, ma in realtà il discorso vale per la RMN di ginocchio,  di spalla e di qualsiasi altro distretto corporeo. 

  

     Riuscireste a dare un parere su un ristorante leggendo solo il menù? Su di esso sono elencati elementi importanti a proposito di antipasti, primi, secondi, contorni, dolci, vini, i loro prezzi, talvolta gli ingredienti, ma poco di più. Ebbene, leggendo il menù potreste rispondere a queste domande? Come si mangia? Com'è l'ambiente? Com'è il servizio? La cucina è pulita? I cibi sono ben conservati? Le porzioni sono scarse o abbondanti? Ci tornerò? E' meglio di quell'altro ristorante dove sono stato l'anno scorso?

    La risposta è ovviamente NO: come si potrebbe senza esserci mai stati? Il menù fornisce informazioni limitate, per lo più relative solo ai nomi dei piatti, e qualche volta non sono ben chiare nemmeno queste.

    Il referto della RMN nelle patologie della colonna vertebrale è per certi versi paragonabile al menù del ristorante: sono descritti le condizioni dei dischi vertebrali, alcuni disidratati, alcuni con una protrusione, qualche altro con un'ernia del disco, l'allineamento dei corpi vertebrali, la loro forma, spesso la presenza delle ernie di Schmorl (che non hanno nulla a che vedere con le ernie del disco e non danno nessun disturbo), talvolta la presenza di un piccolo angioma, ecc., ecc. Sono tutte informazioni importanti ma che da sole non ci dicono nulla delle condizioni cliniche reali del paziente.

    Se facessimo una RMN a un adulto che non ha disturbi alla schiena, facilmente troveremmo qualche discopatia, qualche protrusione discale e magari anche un'ernia del disco. Ma lui non ha nessun disturbo. Vi sono pazienti molto addolorati con una RMN poco significativa e altri invece che stanno bene o che hanno scarsi disturbi con una RMN apparentemente disastrosa. Lo stesso discorso vale per la RMN di qualsiasi altro distretto anatomico (spalla, anca, ginocchio, caviglia, ecc.)

    In realtà la RMN è vista spesso dal paziente come l'esame irrinunciabile, quello che risolve qualsiasi dubbio: ho male alla schiena, mi faccio la RMN e così so perché ho male e so come curarmi. Però non è così, altrimenti il Radiologo, alla fine del proprio referto, potrebbe scrivere automaticamente diagnosi e terapia. E se non lo fa c'è un motivo: la RMN da sola non ha nessun significato clinico se non la si considera alla luce di quanto è risultato dalla visita.

    I miei pazienti nel 90% dei casi entrano in ambulatorio, e alla mia domanda “Qual è il Suo problema?”, appoggiano la RMN sul tavolo e rispondono: “Ho due ernie”. A quel punto ribatto: “No, non è questo il problema che mi interessa: io voglio sapere qual è il problema che L'ha spinta a fare una RMN”. Di fatto il vero problema è questo, e perciò, ignorando RMN e referto, passo a interrogare il paziente con una serie di domande che si succedono in base alle risposte avute a quelle precedenti, e dopo aver ascoltato il paziente passo a visitarlo, toccandolo, palpandolo, cercando se specifiche manovre provocano dolore, valutando se vi sono possibili deficit neurologici, ad esempio un riflesso più debole o assente, qualche muscolo indebolito, qualche zona della cute meno sensibile, ecc. Acquisisco così moltissimi elementi, sia dall'interrogatorio del paziente, sia dall'osservazione di come si sveste e poi si riveste, e soprattutto dalla visita. Dopo di che, tornato alla scrivania, comincio a scrivere tutto quello che ho rilevato, avendo già ben chiare almeno un paio di ipotesi: solo a quel punto metto il dischetto nel computer e guardo attentamente le immagini, cercando possibili conferme e valutando se e in che modo quanto rilevato dalle immagini giustifica il quadro clinico.

    Tutto ciò perché, e non mi stancherò mai di ripeterlo, la RMN non serve mai al paziente (lui ha bisogno “solo” della diagnosi e della terapia), ma serve unicamente ed esclusivamente allo specialista, che deve con essa confermare o escludere le ipotesi diagnostiche che ha già fatto con la visita, oppure approfondire una diagnosi già fatta.

    Per questo ribadisco qui

  1. che è del tutto inutile insistere con il medico curante per farsi prescrivere una RMN, che da sola non ha nessun significato: una volta fatta la RMN rimane il problema di far vedere le immagini a uno specialista che possa servirsene dopo aver visitato il paziente;
  2. se mai, si può insistere con il medico curante per farsi prescrivere una visita specialistica presso un ortopedico o un fisiatra (ricordando che il fisiatra è il medico, mentre il fisioterapista è il tecnico, il quale non essendo medico, non può visitare, né prescrivere accertamenti, né fare diagnosi né di conseguenza decidere il trattamento, ma questo è un altro problema). Sarà lo specialista alla fine della visita a decidere se e quali accertamenti fare, perché saprà di cosa lui stesso ha bisogno per arrivare alla diagnosi: è possibile che non sia necessario nulla, o che ci vogliano solo le radiografie, o solo la TAC o solo la RMN, oppure più di un esame fra questi. In questo modo, oltre a seguire un percorso diagnostico corretto, si ottiene un miglioramento dell'utilizzo delle risorse, che si traduce in meno esami inutili e quindi liste di attesa più brevi per gli esami necessari.
  3. copiare un referto nello spazio dei consulti on line e chiedere “cosa ho?”, “che cure devo fare?” non ha nessun senso per i motivi sopra esposti: solo la visita diretta consente di fare diagnosi e di conseguenza permette di prescrivere le cure adatte.
  4. per gli stessi motivi, chi ha fatto la RMN su indicazione di uno specialista deve necessariamente mostrare le immagini della RMN allo stesso medico che l'ha prescritta, perché possa così completare la visita, e quindi decidere diagnosi e terapia. E se invece è stata una propria iniziativa, è indispensabile che si faccia visitare da uno specialista perché possa servirsene.

    E' necessario quindi riconsiderare l'opportunità di ricorrere alla RMN di propria iniziativa, perché è sempre indispensabile che uno specialista valuti le immagini in base agli elementi riscontrati alla visita, in quanto l'esame da solo non ha nessun significato fino a che non viene confrontato con il quadro clinico.

 E ciò, lo ripeto ma so che è necessario, vale anche per la RMN del ginocchio, della spalla e di qualsiasi altro distretto corporeo. 

 

Questo articolo è stato inviato agli iscritti alla Newsletter - Gennaio 2013

 

© Copyright 2013 Umberto Donati 

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