Buonasera, sono un ragazzo molto sportivo di 31 anni, e due settimane fa ho riportato una frattura composta del terzo metacarpo a seguito di caduta.La frattura è molto composta, e a seguito di rx di controllo è risultato essere tutto in ordine e in ottimo stato per la guarigione. Premetto che mi hanno ingessato da subito partendo da sotto il gomito fino al'ultima falange pollice escluso. Questa situazione mi crea notevoli disagi, il gesso così ingombrante mi crea fastidi ad altezza polso, svegliandomi la notte. Aggiungo che sono un ragazzo molto ansioso, quindi tutti questi disagi mi portano un livello di stress che non mi permette di vivere serenamente. Stamane ho riportato questo disturbo all'ortopedico che però senza nemmeno cercare di capire il mio malessere ha sostenuto che i tutori sono inutili e inefficaci. La mia domanda è: quello che dice è vero o dopo questi giorni di gesso potrei passare all'uso di un tutore senza rischiare di compromettere la guarigione? Mi piacerebbe sapere anche per curiosità se l'ingessatura così estesa è corretta poichè ho visto coetanei avere delle ingessature meno ingombranti per il mio stesso problema ma con frattura scomposta! Chiedo anche, qualora volessi optare per un tutore in pronto soccorso potrebbero rifiutarsi di rimuovermi il gesso? Se può essere rilevante faccio un lavoro di ufficio. Ringraziando in anticipo Saluti
Una frattura del 3° metacarpo richiede una immobilizzazione in gesso da sotto al gomito che con 2° e 3° dito in lieve flessione. Non esiste tutore che possa sostituire altrettanto efficacemente il gesso, e tanto meno in un paziente ansioso che sicuramente per un motivo o per l'altro lo rimuoverebbe più volte pregiudicando il risultato. Comunque se lo desidera può chiedere in Pronto soccorso la rimozione del gesso, ovviamente dopo aver firmato una dettagliata assunzione di responsabilità perché sarà una scelta esclusivamente sua per cui qualsiasi evento avverso (scomposizione della frattura, mancata o ritardata consolidazione, ecc) sarebbe attribuibile alla sua scelta. Le suggerisco piuttosto di chiedere al suo medico un aiuto farmacologico per superare l'ansia o un adeguamento della terapia se ne ha una in vorso.
Cordiali saluti