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SPONDILODISCITE -  UN ALGORITMO PER GUARIRE

 

Patologie infettive possono interessare la colonna vertebrale a tutte le età: nei pazienti più anziani le cause sono riferibili all'uso di dispositivi intravenosi e a infezioni urinarie misconosciute; nei pazienti più giovani l'aumento di casi è legata alla tossicodipendenza per via venosa, all'endocardite,alla provenienza di numerosi immigrati da zone dove la tubercolosi è endemica. A livello del rachide lombare lombare è più frequente l'infezione da piogeni, a livello toracico è più frequente l'infezione tubercolare.

La sintomatologia della spondilodiscite compare in modo abbastanza subdolo, con dolore al rachide, spesso sottovalutato anche dal paziente; la febbre è presente nel 10-45% dei casi; gravi compromissioni neurologiche all'inizio sono rare, ma un lieve deficit neurologico, limitato a una-due radici è stato rilevato nel 28-35% dei casi. La diagnosi di osteomielite ematogena vertebrale può essere molto difficile, poiché i sintomi possono essere a volte non specifici, vaghi o quasi assenti. La diagnosi viene posta con un ritardo di 2-4 mesi, nonostante le tecniche di imaging utilizzate; la diagnosi precoce richiede l'uso della scintigrafia.

Il protocollo di trattamento delle spondilodisciti prevede la immobilizzazione e la terapia antibiotica endovenosa e, successivamente, orale. L'indicazione è chirurgica di fronte a insuccesso della terapia antibiotica, persistenza della sintomatologia dolorosa, effetti sistemici dello stato settico, comparsa o peggioramento di disturbi neurologici, comparsa di instabilità biomeccanica e/o crollo vertebrale con deformità ingravescente.

Un completo algoritmo accompagna il paziente fin dai primi sintomi, suggerendo di volta in volta gli esami di laboratorio, gli accertamenti strumentali e le terapie necessarie, fino alla guarigione, sancita dalla negatività della scintigrafia Ga67.

 

Gasbarrini Al et al. -"Clinical features, diagnostic and therapeutic approaches to haematogenous vertebral osteomyelitis" - Eur.Rev.Med.Pharmacol.Sci., 2005;9;53-66