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TESTAMENTO BIOLOGICO

(ovvero DIRETTIVE o DICHIARAZIONI ANTICIPATE DI TRATTAMENTO

o QUALSIVO­GLIA ALTRO APPELLATIVO PER IL MEDESIMO CONTENUTO)

 

Io sottoscritto, Umberto Donati, nato a Udine, il 28 aprile 1950, nel pieno delle mie facoltà mentali, e allo scopo di salvaguardare la dignità della mia persona, affermo solennemente con que­sto documento, che deve essere considerato come una vera e propria dichiarazione di volontà, il mio diritto, in caso di malattia, di scegliere tra le diverse possibilità di cura disponibili e al caso anche di rifiutarle tutte, nel rispetto dei miei principi e delle scelte di seguito indicate.

Intendo inoltre che le dichiarazioni contenute in questo documento abbiano valore anche nell’i­potesi in cui in futuro mi accada di perdere la capacità di decidere o di comunicare le mie deci­sioni ai miei medici curanti sulle scelte da fare riguardo ad una malattia.

A questi fini prevedo la nomina di un fiduciario che si impegna a garantire lo scrupoloso rispet­to delle mie volontà e, se necessario, a sostituirsi a me in tutte le decisioni.

Premessa - Il valore della vita e la dignità della Persona

Considero prive di valore e lesive della mia dignità di persona tutte le situazioni in cui non fossi capace di un’esistenza razionale e/o fossi impossibilitato da una malattia irreversibile a condurre una vita di relazioni; e quindi considero non dignitose tutte le situazioni in cui le cure mediche non avessero altro scopo che quello di un mero prolungamento della vita vegetativa. Perciò, dato che in tali circostanze la vita sarebbe per me molto peggiore della morte, voglio che tutti i trattamenti de­stinati a protrarla siano sospesi o cessati.

Considero egualmente non accettabili, in quanto anch’esse peggiori della morte e in contrasto con il mio concetto di valore della vita e dignità della persona umana, situazioni in cui malattie sen­za prospettive di guarigione siano inutilmente prolungate attraverso cure e metodi artificiali.

 

Per questo motivi dispongo quanto segue::

 

Dispongo che interventi oggi comunemente definiti .provvedimenti di sostegno vitale. e che consistono in misure urgenti quali, ad esempio, la rianimazione cardiopolmonare, la ventilazione as­sistita, la dialisi, la chirurgia d’urgenza, le trasfusioni di sangue, l’alimentazione artificiale, terapie antibiotiche, non siano messi in atto, qualora il loro risultato fosse, a giudizio di due medici, dei quali uno specialista:

* il prolungamento del mio morire

* il mantenimento di uno stato d’incoscienza permanente

* il mantenimento di uno stato di demenza

* totale paralisi con incapacità a comunicare

In particolare, nel caso io fossi affetto/a da una malattia allo stadio terminale, da una malattia o una lesione cerebrale invalidante e irreversibile, da una malattia implicante l’utilizzo permanente di macchine o altri sistemi artificiali, incluso ogni forma di alimentazione artificiale, e tale da impedir­mi una normale vita di relazione, rifiuto qualsiasi forma di rianimazione o continuazione dell’esi­stenza dipendente da macchine e non voglio più essere sottoposto/a ad alcun trattamento terapeuti­co.

Chiedo inoltre formalmente che nel caso fossi affetto/a da una delle malattie sopra indicate sia­no intrapresi tutti i provvedimenti atti ad alleviare le mie sofferenze, compreso in particolare l’uso di farmaci oppiacei, anche se essi rischiassero di anticipare la fine della mia vita.