<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom">
    
<title>Dr. Umberto Donati</title>
    <link href="http://www.ortopedicoabologna.it/" />    
<updated>2012-05-20T06:04:03Z</updated>
    <author>
        <name>Dr. Umberto Donati</name>
    </author>
    <id>tag:www.ortopedicoabologna.it,2011-11-23:homepage</id>

    <entry>
        <title>Privacy:  in sala d'attesa possono chiamarmi per nome?</title>
        <link href="http://www.ortopedicoabologna.it/?nid=47" />
        <id>tag:www.ortopedicoabologna.it,2011-07-15:nid=47</id>
        <author>
            <name>Dr. Umberto Donati</name>
        </author>
        <updated>2011-07-15T19:58:15Z</updated>
        <summary type="html"><![CDATA[<p>In campo sanitario numerose domande quotidianamente riguardano la privacy.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.garanteprivacy.it/garante/navig/jsp/index.jsp">Il Garante per la protezione dei dati personali</a> ne riceve numerose, del genere <br />-&nbsp;<em>Chi &egrave; autorizzato a ritirare i referti degli esami e la cartella clinica? <br />- Come si chiama in ambulatorio il paziente in attesa in sala d'aspetto?  <br />- Il medico pu&ograve; chiedere a un paziente se &egrave; sieropositivo?</em></p>
<p>Per rispondere a domande come queste&nbsp; &egrave; stato realizzato un opuscolo intitolato &ldquo;<em><strong>Dalla parte del paziente. Privacy: le domande pi&ugrave; frequenti</strong></em>&rdquo;   , con il quale il Garante offre le indicazioni necessarie perch&eacute; alle   persone che entrano in contatto con medici e infermieri e con le   strutture sanitarie, sia per ricevere cure o prestazioni sanitarie sia   per espletare pratiche burocratiche, vengano garantiti  riservatezza e    rispetto della loro dignit&agrave;.</p>
<p>Il vademecum &egrave; scritto con linguaggio di facile comprensione e le  domande sono  suddivise in sette brevi capitoli: "Il paziente  informato",  "Informazioni sulla salute", "In attesa", "Telecamere e  internet", "La  salute dei dipendenti", "Hiv", "Sanit&agrave; elettronica".</p>
<p>Una delle domande dell'opuscolo, che &egrave;  <a rel="nofollow" href="http://www.garanteprivacy.it/garante/document?ID=1812198">disponibile online</a> sul sito del Garant﻿e, &egrave; "<strong>Nelle sale d'aspetto  in che modo il paziente deve essere avvisato del proprio turno?</strong>". <br />Le   indicazioni sono diverse in base alla tipologia dell'ambulatorio: se  ci si trova in una struttura  sanitaria pubblica  il nome del paziente  non  pu&ograve; essere pronunciato ad alta voce, ma bisogna ricorrere a un  codice  alfa-numerico; al contrario nello studio del proprio medico di  famiglia o di uno  specialista si pu&ograve; chiamare la persona direttamente  per nome.</p>
<p>Un'altra domanda: "<strong>Se una persona viene portata al pronto soccorso o ricoverata, chi pu&ograve; avere notizie?</strong> Telefonando al pronto soccorso si possono ricevere informazioni sulla   presenza di una persona o in uno dei reparti, ma solo se si &egrave; un   parente, un convivente, un conoscente o personale volontario. Non si   possono ricevere informazioni dettagliate sulle condizioni sanitarie del   paziente. Questo naturalmente nei casi che l'interessato sia comunque   d'accordo".</p>
<p>Alla domanda su chi &egrave; ritenuto autorizzato a  ritirare i referti  delle  analisi oppure una cartella clinica, il Garante risponde: "I  referti  diagnostici, le cartelle cliniche, i risultati delle analisi e i   certificati rilasciati dagli organismi sanitari possono essere   consegnati in busta chiusa anche a persone diverse dai diretti   interessati purch&eacute; munite di delega scritta".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si tratta in conclusione di uno strumento utile sia per gli utenti,  che vedono cos&igrave;  rispettata la propria privacy, sia per gli operatori  sanitari ai quali  consente di migliorare la qualit&agrave; dei servizi  proposti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></summary>
    </entry>

    <entry>
        <title>Mai al sole con il ketoprofene</title>
        <link href="http://www.ortopedicoabologna.it/?nid=43" />
        <id>tag:www.ortopedicoabologna.it,2011-04-08:nid=43</id>
        <author>
            <name>Dr. Umberto Donati</name>
        </author>
        <updated>2011-04-08T10:09:19Z</updated>
        <summary type="html"><![CDATA[<p>Il ketoprofene &egrave; un principio attivo che fa parte della grande  famiglia dei FANS. Nei farmaci ad uso topico cutaneo (crema, gel,  schiuma, cerotto) il ketoprofene per&ograve; pu&ograve; creare problemi importanti.</p>
<p>Sono  stati segnalati alcuni casi di reazioni di fotosensibilizzazione, in  particolare&nbsp; di fotoallergia, a causa della fotodegradazione del  ketoprofene stesso alla luce solare, anche in caso di cielo coperto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le reazioni di fotosensibilizzazione possono essere limitate alla  sede di applicazione del farmaco, oppure interessare anche altre zone  del corpo venute accidentalmente in contatto con il farmaco ed esposte  al sole, e talvolta anche&nbsp; zone vicine non esposte al sole. Gli stessi  rischi si corrono con l'esposizione alle lampade a luce ultravioletta  (solarium)</p>
<p>Per questo tutti i medicinali contenenti ketoprofene per uso topico devono essere soggetti a prescrizione medica</p>
<p>Per conoscere in modo pi&ugrave; approfondito le precauzioni e i provvedimenti necessari, guarda <a href="http://www.medicitalia.it/u.donati/news/731/Quando-il-sole-puo-far-male-per-colpa-di-un-farmaco">qui</a></p>]]></summary>
    </entry>

    <entry>
        <title>Arance e cioccolato contro la fragilità nell'anziano ?</title>
        <link href="http://www.ortopedicoabologna.it/?nid=42" />
        <id>tag:www.ortopedicoabologna.it,2011-02-06:nid=42</id>
        <author>
            <name>Dr. Umberto Donati</name>
        </author>
        <updated>2011-02-06T23:14:52Z</updated>
        <summary type="html"><![CDATA[<p>Una caduta accidentale &egrave; una delle cause principali di morte prematura nelle persone anziane.</p>
<p>Dopo  i 50 anni perdiamo fino al 0,4 % della massa muscolare ogni anno.  Questo ci rende meno mobili e pi&ugrave; inclini a fratture, e ci espone a un  maggior rischio di una caduta potenzialmente pericolosa per la vita. &nbsp;<br /> <br /> Presso l'Universit&agrave; di Nottingham si &egrave; avviata una ricerca per studiare  se il cacao e la vitamina C possono aiutare a rallentare questo  detrioramento.<br /> <br /> Beth Philips che guida la ricerca afferma: "C'&egrave; una correlazione ben  consolidata tra mortalit&agrave; precoce e perdita di massa muscolare negli  anziani. Abbiamo dimostrato che con l'et&agrave; il flusso di sangue alle gambe  &egrave; compromessa. Poich&eacute; un minor numero di sostanze nutritive e ossigeno  sono in grado di raggiungere i nostri muscoli, ci&ograve; pu&ograve; contribuire alla  perdita muscolare e, in definitiva, a incrementare la fragilit&agrave;".<br /> <br /> Lo studio recluter&agrave; uomini sani di et&agrave; compresa tra 18 e 28 anni e tra  65 e 75 anni per capire l'effetto del cacao e della vitamina C sul  flusso ematico che raggiunge i muscoli, sia in condizioni di digiuno e  di alimentazione.</p>
<p>Per maggiori informazioni:<br /><a href="http://www.nottingham.ac.uk/news/pressreleases/2011/february/chocolateorangestudy.aspx">http://www.nottingham.ac.uk/news/pressreleases/2011/february/chocolateorangestudy.aspx</a></p>
<p>&nbsp;</p>]]></summary>
    </entry>

    <entry>
        <title>Consigli per prevenire le cadute negli anziani</title>
        <link href="http://www.ortopedicoabologna.it/?nid=41" />
        <id>tag:www.ortopedicoabologna.it,2011-02-01:nid=41</id>
        <author>
            <name>Dr. Umberto Donati</name>
        </author>
        <updated>2011-02-01T16:55:35Z</updated>
        <summary type="html"><![CDATA[<p>L'American Geriatrics Society (AGS) e la British Geriatric Society (BGS) hanno aggiornato le linee guida del 2001 sulla prevenzione delle cadute negli anziani e hanno pubblicato&nbsp; sul <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=10.1111/j.1532-5415.2010.03234.x">Journal of the American Geriatrics Society</a>&nbsp; nel numero di gennaio 2011 una sintesi delle nuove raccomandazioni.<br /><br />Tutte le pratiche di assistenza sanitaria per gli anziani dovrebbero includere lo screening e la prevenzione delle cadute, con nuove valutazioni che coinvolgono i piedi e le calzature, la paura di cadere, e la capacit&agrave; di svolgere le attivit&agrave; della vita quotidiana. Tutti gli interventi per la prevenzione delle cadute dovrebbero includere una componente di esercizi, con l'aggiunta di altri <br />provvedimenti da prendere in considerazione&nbsp; compresi l'esercizio del Tai Chi e la riduzione dell'assunzione di farmaci.<br /><br />"Le cadute sono uno dei problemi di salute pi&ugrave; comuni per gli adulti pi&ugrave; anziani e sono una frequente causa di perdita di autonomia funzionale", ha detto la co-presidente del panel Mary E. Tinetti, MD, della Yale University School of Medicine di New Haven, Connecticut, in un comunicato stampa. "Data la loro frequenza e le conseguenze, le cadute costituiscono un serio problema di salute per le persone anziane al pari dell' infarto e dell'ictus".<br /><br />Le nuove raccomandazioni sono state sviluppate da un gruppo multidisciplinare comprendente varie specialit&agrave;:&nbsp; fisioterapia, farmacia, ortopedia, medicina d'urgenza, terapia occupazionale, infermieristica, assistenza domiciliare, e medicina geriatrica.<br /><br />Alle precedenti raccomandazioni si aggiungono<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp; * la necessit&agrave; di esercizio fisico, come il Tai Chi, la terapia fisica, o altri esercizi per migliorare l'equilibrio, il passo e la forza, svolti&nbsp; in&nbsp; gruppo o singolarmente in casa.<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp; * l'adeguamento dell'ambiente da parte di un operatore sanitario&nbsp; per ridurre i fattori di rischio in casa e nelle attivit&agrave; quotidiane.<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp; * la chirurgia della cataratta deve essere effettuata se necessario.<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp; * la riduzione o la sospensione di terapie mediche in particolare per i sedativi, antidepressivi e altri farmaci che colpiscono il sistema nervoso centrale, indipendentemente dal numero di farmaci prescritti.<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp; * ipotensione ortostatica, aritmie, e le anomalie della frequenza cardiaca dovrebbe essere gestite in modo appropriato come parte di una strategia di intervento multifattoriale.<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp; * Tutti gli adulti pi&ugrave; anziani a rischio di cadute, e quelle con deficit di vitamina D nota o sospetta, dovrebbero ricevere un supplemento giornaliero di vitamina D (800 UI).<br /><br /><br />Autori vari: "Summary of the Updated American Geriatrics Society/British Geriatrics Society clinical practice guideline for prevention of falls in older persons.<br />Panel on Prevention of Falls in Older Persons, American Geriatrics Society and British Geriatrics Society."<br /><a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=10.1111/j.1532-5415.2010.03234.x.">J Am Geriatr Soc. 2011 Jan;59(1):148-57</a>&nbsp; &nbsp;<br /><br /><br />L'articolo integrale &egrave; disponibile in <a href="http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1532-5415.2010.03234.x/full">HTML </a>e in <a href="http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1532-5415.2010.03234.x/pdf">PDF</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></summary>
    </entry>

    <entry>
        <title>Capodanno senza "botti"</title>
        <link href="http://www.ortopedicoabologna.it/?nid=40" />
        <id>tag:www.ortopedicoabologna.it,2011-01-22:nid=40</id>
        <author>
            <name>Dr. Umberto Donati</name>
        </author>
        <updated>2011-01-22T20:02:33Z</updated>
        <summary type="html"><![CDATA[<p>
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="512" height="312" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=10,0,0,0">
<param name="movie" value="http://tv.repubblica.it/static/swf/z_adv_player.swf" />
<param name="allowScriptAccess" value="always" />
<param name="allowFullScreen" value="true" />
<param name="flashvars" value="bgColor=black&amp;autostart=false&amp;keyT=&amp;key=&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;file=repubblicatv/file/2011/01/peta220111kkk.mp4&amp;repeat=false&amp;logo=0&amp;strip=0&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;brand=brand_repubblicaradio&amp;dState=normal&amp;scaleMethod=fit&amp;rel=false&amp;fsType=fl&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;videoTitle=Lesplosione di un petardo in time lapse, 10mila FPS&amp;streamURL=http://tv.repubblica.it/tecno-e-scienze/l-esplosione-di-un-petardo-in-time-lapse-10mila-fps/60433?video&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;pub=tecno_e_scienze###" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="512" height="312" src="http://tv.repubblica.it/static/swf/z_adv_player.swf" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" flashvars="bgColor=black&amp;autostart=false&amp;keyT=&amp;key=&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;file=repubblicatv/file/2011/01/peta220111kkk.mp4&amp;repeat=false&amp;logo=0&amp;strip=0&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;brand=brand_repubblicaradio&amp;dState=normal&amp;scaleMethod=fit&amp;rel=false&amp;fsType=fl&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;videoTitle=Lesplosione di un petardo in time lapse, 10mila FPS&amp;streamURL=http://tv.repubblica.it/tecno-e-scienze/l-esplosione-di-un-petardo-in-time-lapse-10mila-fps/60433?video&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;pub=tecno_e_scienze###"></embed>
</object>
</p>
<p>A poche ore da Capodanno non c'&egrave; Ortopedico che non pensi a un aspetto trascurato da tutti ma che si ripete ogni anno con maggiore o minor frequenza: le gravi lesioni da fuochi d'artificio agli occhi e alle mani che trasforma un momento di spensieratezza in un dramma per sempre.&nbsp;</p>
<p>Senza entrare nello specifico dei vari tipi di "botti", occorre ricordare che in tutta Italia si registrano ogni anno morti e feriti per le lesioni dovute allo scoppio di fuochi d'artificio, troppo spesso usati in modo imprudente (soprattutto da bambini e da adulti irresponsabili), e spesso privi di quei minimi accorgimenti che ne potrebbero ridurre la pericolosit&agrave;.</p>
<p>Ai traumi della notte di Capodanno si aggiungono quelli del giorno dopo, dovuti ai fuochi inesplosi che vengono raccolti per strada, manipolati in vario modo e riaccesi.&nbsp; I danni che questi fuochi provocano soprattutto in ragazzi fra i 10 e i 14 anni possono essere irreversibili e riguardano per lo pi&ugrave; mani e viso, spesso con amputazioni e con gravi danni alla vista.</p>
<p>Lo scoppio del petardo combina la forza dell' onda d'urto con l'ustione della fiammata e con gli effetti dei componenti chimici delle sostanze che esplodono; a ci&ograve; si aggiunge la contaminazione dei tessuti.</p>
<p>Qualsiasi lesione in queste condizioni, dalla semplice ustione in su, risulta di difficile trattamento e pu&ograve; comportare gravissimi danni permanenti.&nbsp;</p>
<p><img src="http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRXAIKhU3w3enOGBu1V4S8fc3YmzFPzjuksOgMW3tfzecenSp2U" alt="tratto da river-blog.com" width="192" height="144" /></p>
<p>Il trattamento di queste lesioni comporta cure che si protraggono per molto tempo (settimane o mesi) e che prevedono all'inizio la pulizia delle ferite, l'asportazione dei corpi estranei, il lavaggio protratto delle ferite, la riduzione di minima delle fratture.</p>
<p>A questa prima fase, in cui comincia la profilassi antibiotica, segue una fase di medicazioni ripetute per aspettare a vedere quali tessuti sopravviveranno e quali invece andranno in necrosi.</p>
<p>Segue poi una fase in cui vengono asportati i tessuti necrotici, le fratture vengono ridotte e fissate, le amputazioni vengono regolarizzate.</p>
<p>Ma non &egrave; ancora finita, perch&eacute; seguir&agrave; una fase in cui vengono trattati i postumi delle lesioni, che richiederanno altri interventi per cercare di dare il massimo della funzionalit&agrave; limitatamente a quanto concesso dalle strutture anatomiche risparmiate eo recuperate.</p>
<p>Bisogna per&ograve; ricordare che una mano coinvolta nello scoppio di un "botto" di Capodanno non potr&agrave; mai tornare a essere quella che era fino al giorno prima.</p>
<p>Si pu&ograve; festeggiare Capodanno anche senza "botti", e cominciare un anno senza correre il rischio di lesioni che possono compromettere tutta la vita.</p>
<p>Buon Anno a tutti, ma soprattutto a chi sapr&agrave; rinunciare ai "botti" e anche ai Colleghi che, nonostante i ripetuti avvertimenti, si troveranno in quelle ore negli Ospedali a trattare, ancora una volta , lesioni gravissime che si potevano facilmente evitare.</p>
<p>Per ulteriori informazioni leggere il <a href="http://www.ospedalebambinogesu.it/Portale2008/Default.aspx?Iditem=4676">Comunicato Stampa</a> dell'Ospedale Pediatrico Bambino Ges&ugrave; di Roma</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>La foto &egrave; tratta da river-blog.com</em></p>
<p>&copy;Copyright 2010- Umberto Donati&nbsp;&nbsp; www.ortopedicoabologna.it&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>Riproduzione vietata</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></summary>
    </entry>

    <entry>
        <title>Le linee guida per il trattamento dell' Artrite psoriasica</title>
        <link href="http://www.ortopedicoabologna.it/?nid=39" />
        <id>tag:www.ortopedicoabologna.it,2011-02-06:nid=39</id>
        <author>
            <name>Dr. Umberto Donati</name>
        </author>
        <updated>2011-02-06T23:08:54Z</updated>
        <summary type="html"><![CDATA[<p><span style="font-size: small;">Le manifestazioni articolari e dermatologiche associate con la Artrite psoriasica (PsA) sono molto varie per estensione e per tessuti interessati: oltre alle articolazioni periferiche la PsA pu&ograve; interessare la colonna, il tronco, il bacino, le dita, la cute e le unghie, con conseguenti ripercussioni negative sulla funzionalit&agrave; e sulla qualit&agrave; di vita. Possono essere varie oltre che le manifestazioni della malattia anche la sua gravit&agrave; e il suo decorso.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">I recenti progressi nella comprensione dell' immunopatogenesi della PsA sono stati accompagnati da progressi anche nel suo trattamento, tuttavia le decisioni terapeutiche per un singolo paziente con PsA possono essere difficili a causa della diversit&agrave; delle caratteristiche cliniche e l'interessamento contemporaneo di pi&ugrave; tessuti, e spesso con vari gradi di gravit&agrave;.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Per questo il Group for Research and Assessment of Psoriasis and Psoriatic Arthritis (GRAPPA) ha pubblicato revisioni sistematichedella letteratura per identificare le migliori evidenze disponibili per quanto riguarda il trattamento delle varie manifestazioni di PsA. I Reumatologi e i Dermatologi del GRAPPA , di concerto con i pazienti affetti da PsA, hanno elaborato delle linee guida basate sulle evidenze allo scopo di fornire la migliore assistenza per i pazienti con artrite psoriasica, indipendentemente da considerazioni economiche o politiche</span></p>
<p><br /><span style="font-size: small;"><br />Ritchlin, CT et al: <a href="http://ard.bmj.com/content/68/9/1387.full?sid=b7e7f8a8-6f39-4e01-aa77-9349065915c2"><em>Treatment recommendations for psoriatic arthritis</em></a> - Ann Rheum Dis 2009;68:1387-1394 doi:10.1136/ard.2008.094946</span><br /><br /><br /><br /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></summary>
    </entry>

    <entry>
        <title>Sciroppo: ma quanto ce ne sta in un cucchiaio?</title>
        <link href="http://www.ortopedicoabologna.it/?nid=38" />
        <id>tag:www.ortopedicoabologna.it,2010-11-18:nid=38</id>
        <author>
            <name>Dr. Umberto Donati</name>
        </author>
        <updated>2010-11-18T13:14:39Z</updated>
        <summary type="html"><![CDATA[<p>Quando si deve somministrare una medicina liquida (sciroppo o gocce) a un bambino non ci si deve fidare di cucchiai e cucchiaini, altrimenti &egrave; facile sbagliare la dosi e somministrare una dose troppo bassa o troppo alta, fino al doppio o al triplo del dovuto. E' invece indispensabile utilizzare l'apposito misurino graduato o una siringa.<br /><br />I farmaci "da banco" acquistabili senza ricetta medica possono provocare danni al pari degli altri farmaci. Se a ci&ograve; si aggiungono i rischi legati al dosaggio &egrave; ben evidente come si debba prestare molta attenzione a questo importantissimo passaggio.<br /><br />Una recente ricerca ha esaminato 71 cucchiai da t&egrave; e 49 cucchiai da tavola e ne ha misurato la capacit&agrave; trovando interessanti dati<br /><br /><a href="http://www.altroconsumo.it/farmaci-e-generici/farmaci-ai-bambini-attenzione-alle-dosi-non-usare-il-cucchiaio-s294153.htm">Per saperne di pi&ugrave;....</a><br />(da www.altroconsumo.it&nbsp; 16-11-2010)<br /><br /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></summary>
    </entry>

    <entry>
        <title>Piaghe da decubito, lesioni cutanee. Nuovi orizzonti</title>
        <link href="http://www.ortopedicoabologna.it/?nid=37" />
        <id>tag:www.ortopedicoabologna.it,2011-02-06:nid=37</id>
        <author>
            <name>Dr. Umberto Donati</name>
        </author>
        <updated>2011-02-06T23:09:25Z</updated>
        <summary type="html"><![CDATA[<p>Le lesioni cutanee sono perdite di sostanza che interessano l'epidermide, il derma superficiale e profondo ed il sottocutaneo, tendono a recidivare e difficilmente guariscono spontaneamente.<br />Le lesioni cutanee rappresentano un significativo fattore di rischio per ospedalizzazione, amputazione, sepsi, ed eventi di morte. Dal punto di vista del paziente la terapia delle lesioni &egrave; spesso dolorosa o disagevole.<br />Nuove tecniche di pulizia delle lesioni includono differenti tipologie di medicazioni umide ed agenti topici, ma solamente alcuni di tali trattamenti hanno mostrato un tasso di cicatrizzazione della ferita superiore alle tradizionali garze umide.<br />Il trattamento convenzionale per tutte le tipologie di lesioni include: l'eliminazione del tessuto necrotico, il mantenimento della ferita umida ed il controllo delle infezioni. Questi trattamenti si combinano con altre modalit&agrave; specifiche per tipologia di lesioni e di paziente. <br />Per le lesioni che non guariscono con la terapia conservativa, pu&ograve; essere considerata la terapia chirurgica. <br />La &ldquo;terapia delle lesioni cutanee a pressione negativa topica&rdquo; (TNP) sviluppata nel 1990 presso l&rsquo;universit&agrave; &ldquo;Wake Forest&rdquo;, North Caroline, USA, rappresenta una moderna tecnica che ha mostrato effetti positivi sulle lesioni cutanee: ha lo scopo di favorire la cicatrizzazione delle lesioni cutanee croniche e di trattare le lesioni acute.<br />Il razionale su cui si basa &egrave; che la pressione negativa rimuove i fluidi extra cellulari e l'essudato, riduce l'edema e migliora il flusso sanguigno, fornendo cos&igrave; l'ossigenazione e il nutrimento ai tessuti nel sito della lesione e accelerando la cicatrizzazione, inoltre riduce la carica batterica.<br />La pressione negativa &egrave; applicata in un range di 50-200 mmHg e pu&ograve; esser applicata in modo intermittente o continuo.<br />Un riempimento in schiuma o garza &egrave; applicato nello spazio della lesione, un tubicino &egrave; inserito nella ferita, il tutto &egrave; sigillato con una pellicola adesiva.<br />La pellicola gas-permeabile permette lo scambio gassoso e allo stesso tempo protegge la ferita.<br />Il tubicino applica la pressione negativa e si genera un effetto ventosa attorno all'applicazione della schiuma o della garza.<br />Il cambio della schiuma &egrave; raccomandato ogni 48 ore per gli adulti e giornalmente per adolescenti e bambini, della garza ogni 72 ore.<br />La terapia &egrave; principalmente utilizzata per la gestione dei pazienti con lesioni cutanee croniche e acute, incluse ulcere da pressione, ulcere diabetiche, traumi, ustioni, tagli chirurgici che si riaprono.<br />La TNP &egrave; generalmente proposta come seconda linea di trattamento, cio&egrave; in lesioni che non hanno ridotto del 50% la loro estensione a un mese dall'inizio del trattamento standard. Essendo la terapia considerata non invasiva, &egrave; stata considerata una buona candidata nei pazienti che non possono essere sottoposti a chirurgia.<br /><br />(tratto dalla Introduzione a "<a href="http://www.asplazio.it/asp_online/prev_for_doc/files/valutazione_HTA/Report_TNP10_09_10.pdf">Trattamento delle lesioni cutanee, acute e croniche, mediante utilizzo della terapia Topic Negative Pressure</a>" - Linee Guida della Regione Lazio)</p>]]></summary>
    </entry>

    <entry>
        <title>Nausea, vomito e chemioterapia</title>
        <link href="http://www.ortopedicoabologna.it/?nid=35" />
        <id>tag:www.ortopedicoabologna.it,2010-07-29:nid=35</id>
        <author>
            <name>Dr. Umberto Donati</name>
        </author>
        <updated>2010-07-29T09:55:31Z</updated>
        <summary type="html"><![CDATA[<p>Un fattore importante che induce paura nei pazienti oncologici che si sottopongono a chemioterapia &egrave; rappresentato da nausea e vomito provocati dalla chemioterapia stessa. Questi sintomi, spesso sottovalutati dal medico, possono influenzare negativamente le attivit&agrave; quotidiane del paziente e ostacolare l'accettazione della terapia.</p>
<p><br />Gli episodi di CINV ( Nausea e Vomito Indotti da Chemioterapici) sono stati classificati in base all'esordio:<br />&nbsp;1. Acuto &ndash; che si manifesta entro 24 ore dalla somministrazione della chemioterapia<br />&nbsp;2. Ritardato &ndash; che si manifesta dopo 24 ore e per diversi giorni dall&rsquo;inizio della chemioterapia<br />&nbsp;3. Anticipatorio &ndash; che sono generati da odori, sapori, o ansia secondari ad una storia di scarso controllo con farmaci antiemetici o una precedente profilassi da chemio inadeguata<br />&nbsp;4. Breakthrough &ndash; che insorge nonostante l&rsquo;esecuzione di un trattamento preventivo ottimale<br />&nbsp;5. Refrattario &ndash;&nbsp; che ricorre in cicli susseguenti di terapia quando tutti i precedenti trattamenti preventivi e di salvataggio sono falliti<br /><br />Il controllo dell&rsquo;emesi in pazienti oncologici&nbsp; deve considerare&nbsp; fattori individuali comprensivi della storia clinica del paziente relativa alla terapia antiemetica, del consumo di alcol e del rischio emetico degli agenti chemioterapici impiegati. Fra le altre cause da non trascurare: l&rsquo;ostruzione intestinale parziale o totale, le disfunzioni vestibolari, le metastasi cerebrali, i disturbi elettrolitici (ipercalcemia, iponatremia, iperglicemia), l&rsquo;uremia, la terapia concomitante con oppioidi, la gastroparesi indotta dal tumore o da chemio (es. vincristina) o da altre cause (es. diabete).</p>
<p><br />Il&nbsp; 20&ndash;21 giugno 2009 la European Society of Medical Oncology (ESMO) e la&nbsp; Multinational Association of Supportive Care in Cancer (MASCC) hanno tenuto a Perugia il 3&deg; Consensus Conference sugli antiemetici. &nbsp;</p>
<p><br />I risultati di questo importante incontro sono riportati in questo lavoro:<br /><br />Roila F et al. Guideline update for MASCC and ESMO in the prevention of chemotherapy- and radiotherapy-induced nausea and vomiting: results of the Perugia consensus conference <br /><a href="http://annonc.oxfordjournals.org/content/21/suppl_5/v232.full.pdf+html?sid=1c6afc93-15f0-4459-82bb-a6de82af25ed"><em>Annals of Oncology</em> 2010;21 (S5): v232&ndash;v243</a></p>
<p>&nbsp;</p>]]></summary>
    </entry>

    <entry>
        <title>"Naturale" non vuol dire "innocuo"</title>
        <link href="http://www.ortopedicoabologna.it/?nid=34" />
        <id>tag:www.ortopedicoabologna.it,2010-05-13:nid=34</id>
        <author>
            <name>Dr. Umberto Donati</name>
        </author>
        <updated>2010-05-13T11:57:03Z</updated>
        <summary type="html"><![CDATA[<p>E' diffusa la convinzione che un prodotto naturale sia, proprio in quanto tale, privo di rischi.<br />A chi manifesta questa convinzione ricordo sempre che anche la stricnina &egrave; un prodotto naturale, come pure lo sono i funghi pi&ugrave; velenosi, e che, per esempio, anche la liquerizia in dosi eccessive influisce negativamente sulla pressione arteriosa.<br />In realt&agrave; un estratto naturale, o una pianta officinale, pu&ograve; contenere un complesso di costituenti chimici che spesso ha un'efficacia terapeutica ben maggiore della somma dei singoli componenti, ma che talvolta, oltre a essere dannosi di per s&egrave;, possono interagire con le terapie mediche in corso e provocare reazioni avverse importanti. Quasi sempre il paziente fa ricorso alla fitoterapia con sistemi fai-da-te e senza informarne il proprio Medico, e spesso in situazioni molto delicate nel bambino, nell'anziano, in gravidanza o durante l'allattamento.<br />E qualche volta con conseguenze molto gravi.<br /><br />Il dr. Alfredo Vannacci, nel suo blog <a href="http://www.ilcieloposteriore.it">www.ilcieloposteriore.it</a> descrive molto bene questo problema in un interessante <a href="http://www.cieloposteriore.it/7-cio-che-e-naturale-non-e-sempre-sicuro.html">articolo </a>da leggere assolutamente.<br /><br /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></summary>
    </entry>

</feed>
